L’International Street Food Parade torna a Torino a giugno

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Un’estasi per gli occhi e il palato lunga cinque giorni, quasi come un festival di musica rock: per il secondo anno consecutivo torna a Torino l’International Street Food Parade, dal 1° al 5 giugno a Parco Dora, l’evento che riunisce il meglio del cibo di strada. L’ingresso è gratuito, l’offerta vastissima: si potranno provare i prodotti di ben 130 stand e food truck provenienti da varie parti del mondo, il tutto accompagnato da concerti e show imperdibili. L’organizzazione è a cura di ToBusiness Agency che nel 2015 aveva portato nella nostra città il primo grande festival dello street food, registrando oltre 150.000 visitatori in quattro giorni di manifestazione. E ora tutti si preparano a replicare, o fare ancora meglio.

Questi gli orari delle varie giornate:

  • mercoledì 1 giugno: 18-24
  • giovedì 2 giugno: 12-24
  • venerdì 3 giugno: 12-24
  • sabato 4 giugno: 12-24
  • domenica 5 giugno: 12-24

Un programma ricco, quindi, scandito da intrattenimenti che renderanno ancora più gustosi i tragitti da un camioncino all’altro, a caccia di profumi invitanti: tra gli ospiti, i Gem Boy, Cristina D’Avena, gli Onemic, Pino e gli Anticorpi.

Quello che a giugno animerà Parco Dora sarà il raduno di veri e proprio maestri del gusto, con un allestimento per lo street food curato al meglio per garantire lo spazio necessario a tutte le location impiegate per la preparazione dei cibi: se ne vedranno di tutti i colori, dalle ape car ai furgoncini, disposti in diverse file, tutti dotati di tavoli e sedie.Ape_Street_Food_Arrostape_1

Moltissimi i prodotti che si potranno assaporare. Giusto per fare venire l’acquolina in bocca, citiamo alcuni dei più comunemente battuti nel vasto mondo dello street food: lampredotto toscano, bombetta pugliese, sushi di strada, tigelle, olive ascolane, carne alla griglia, frittura di pesce, crescia, dolci napoletani, arancini e cannoli siciliani, panini con la chianina, cucina vegana, carne argentina e brasiliana, gnocco fritto, focacce…
E tra le novità di quest’anno ci sarà anche Paco il primo fresh mexican street Food di Torino, della famiglia di El Centenario, che proporrà la vera cucina di strada tipica messicana.
Che possa diventare, per molti, l’occasione di scoprire sapori particolari, magari da riproporre nella preparazione di ricette tipiche dello street food?

Lo street food, tante ricette dalla strada alla cucina

Abbiamo visto tempo fa come la passione per il cibo di strada non sia semplicemente limitata a tutti i frenetici e irrequieti consumatori di pasti “al volo”, in qualsiasi momento e in ogni dove: esistono vari corsi di cucina che insegnano le tecniche utili per la preparazione di cibi sfiziosi e a portata di mano – nel vero senso della parola! L’asian street food, ad esempio, è uno dei modi più immediati per godere delle prelibatezze orientali che affollano ogni angolo della nostra città. Il bello di un festival così esteso nello spazio e nel tempo come quello di Parco Dora risiede proprio nella varietà gastronomica che può offrire, spaziando dalla cucina tipica regionale ai più affascinanti e insoliti gusti esotici.

Thailand Street Food 1

E se parliamo di distanza geografica, dobbiamo precisare che questa non determina solo il diverso utilizzo delle materie a disposizione, ma a cambiare radicalmente è il concetto stesso di street food. Come ben ci illustra Mauro Rosati, critico culinario e conduttore, negli anni passati, di Street Food Heroes, nei Paesi occidentali il cibo consumato alla veloce all’aperto è diventato ormai una moda, certamente dettata dai ritmi frenetici che impediscono a molti di dedicarsi a lungo al momento del pasto: la regola è trovare qualcosa di immediatamente pronto, proprio lì, all’angolo della strada, passandoci davanti. Al contrario, in molti altri Paesi del mondo il cibo di strada mantiene la sua naturale connotazione di arte di arrangiarsi per la sopravvivenza. Un mondo non difficile da immaginare, poiché, se ci pensiamo bene, fino a non molti anni fa anche qui in Italia i lavoratori che si destavano all’alba per recarsi nei campi o in miniera avevano bisogno di tirare avanti tutta la giornata nutrendosi proprio con pietanze consumate all’aperto, alla veloce, possibilmente cercando di immagazzinare quante più energie possibili.

Secondo Rosati, oggigiorno tre sono le caratteristiche principali che la distribuzione di street food deve possedere: la mobilità del mezzo su cui si cucina, il packaging per il trasporto del cibo da un posto all’altro, il formato a monoporzione. Un bravo titolare di un esercizio che offre street food, deve saper gestire in modo appropriato una location e utilizzare consapevolmente le materie prime: buone ricette create con pochi prodotti, questa dovrebbe essere la filosofia che anima ogni artigiano della cucina on the road, nonché la norma valida per ogni cibo che voglia mischiare la praticità e la rapidità della sua preparazione con la cura nella resa finale per il palato di chi lo mangia.

Come rendere lo street food un capolavoro culinario

street_food_torinoIn Italia questa attenzione alla qualità sta prendendo sempre più piede: se la maggior parte dei migliori locali di street food si trova al Sud, in realtà tutte le regioni si stanno ormai avviando verso la ricerca di una vera e propria “arte” che accompagni il passaggio dalla tradizione a una nuova era caratterizzata da un’alimentazione certamente più complessa e ricca.

A discredito di una mentalità che vede nello street food la massima concentrazione di ingredienti malsani, si sta diffondendo con sempre più convinzione il desiderio di restituire a queste ricette la giusta autorità in campo culinario. Secondo il Manifesto del Cibo di Strada italiano, quello che possiamo gustare passeggiando, che sia dolce o salato, deve avere caratteristiche ben precise che lo rendono un prodotto di qualità e non semplicemente un insieme di bocconi trangugiati senza pensarci troppo su:

  • aderenza alla territorialità
  • artigianalità nella produzione
  • tradizione e originalità
  • fruibilità e consumo
  • economicità
  • … e ultimo, ma non meno importante, l’elemento più bello di tutti: la felicità! Il cibo di strada deve regalare benessere a chi lo mangia.

Non ci resta che attendere queste due settimane per scoprire quali sorprese ci riserverà la nuova edizione dell’International Street Food Parade. Buona passeggiata gastronomica a tutti voi, affamati di strada!

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