Corsi di cucina con le spezie

Share on Google+Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Molte spezie proprie della cucina italiana e della sua tradizione provengono non solo dal territorio italico, ma da altri paesi del mondo. In epoca romana i commerci di spezie erano già molto diffusi, molte spezie come cannella, chiodi di garofano e pepe  arrivavano dall’Africa tramite carovane e navi.

spezie_corsi_cucina_di_torinoPer centinaia di anni le spezie erano utilizzate soprattutto sulle tavole degli aristocratici, ma con l’apertura delle rotte transoceaniche che diede il via al commercio navale con le Americhe e ampliò il commercio con il continente asiatico, i prezzi delle spezie crollarono e questo ne permise una più larga diffusione.

Alla fine del 1600 l’utilizzo delle spezie in cucina fu vario ed esteso a  tutte le classi sociali, in tutta Europa, fino al Settecento, in cui la cultura dell’illuminismo incoraggiò l’eliminazione quasi totale delle spezie dalla tavola poiché portò a considerarle come indigeste e troppo pesanti tanto da limitare la “capacità di pensiero”. Di conseguenza, come paradosso rispetto al passato, la cucina con le spezie rimase in uso soprattutto tra il popolino, che continuò ad apprezzarne i gusti forti e decisi.

La cucina italiana, oltre ad aver inglobato nella propria tradizione le spezie già in uso in epoca romana ed a conoscere da secoli le spezie indiane e le spezie cinesi, si è avvicinata maggiormente ai gusti più esotici come quelli della cucina nord africana e della cucina asiatica, soprattutto in quest’epoca di convivenza tra culture e razze provenienti  da ogni parte del mondo, che ha portato la nascita dellspezie_corsi_cucina_a_torinoa creativa ed eclettica cucina fusion.

Le spezie in Italia

Ma qual è la provenienza e la storia delle spezie maggiormente utilizzate nelle ricette di cucina italiana? Il percorso che hanno fatto per arrivare fino a noi è incredibile, ecco qualche informazione a riguardo:

Noce moscata:  è il seme profumatissimo di un albero sempreverde originario dell’isola di Banda, nelle Molucche (Indonesia), utilizzata nella cucina italiana a partire dal 1500, viene aggiunta nella pasta di alcuni insaccati, nei ripieni della pasta fresca e per insaporire la besciamella, che è la base di molte ricette.

Chiodi di garofano: sono i germogli del fiore di un albero originario dell’arcipelago delle Molucche , che viene fatto essiccare prima di schiudersi, è presente anche in India, Malesia, Madagascar e Brasile. Utilizzato fin dal medioevo per insaporire il vino e le carni, ha un aroma caldo e deciso, presente in molte ricette sia dolci che salate.

Peperoncino: appartiene al gruppo delle Solanacee, di cui fanno parte anche la patata e il pomodoro, importate dal Nuovo Mondo (in particolare dal Messico e dal Perù) a partire dal 1500. Si tratta di una spezia che è possibile coltivare in tutti i paesi dal clima temperato e ne esistono circa 200 varietà. Cresce rigoglioso nel sud Italia ed è largamente utilizzato nella cucina tipica di regioni quali Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia. Il peperoncino  ha inoltre delle virtù benefiche per il nostro organismo: è un naturale antibatterico (utilizzato in passato anche per conservare i cibi), ed è ricco di vitamina C.

Pepe: i suoi frutti arrivarono in Europa via terra già in epoca greca e romana ed oggi il pepe è largamente utilizzato nelle cucine di tutto il mondo; proviene dalle foreste della costa di Malabar, nell’India sudoccidentale, ed è coltivata diffusamente anche nei paesi tropicali ed in tutte le regioni temperate e umide.

Timo: originario dell’area occidentale del Mediterraneo, cresce spontaneamente in tutte le regioni a clima temperato, è infatti largamente utilizzato in Marocco, Spagna, Francia e Grecia. Il timo ha inoltre molte proprietà curative, tra cui la sua azione disinfettante ed antinfiammatoria, il decotto di timo era infatti utilizzato già dagli antichi Greci per curare tosse e raffreddore.

Ginepro: è una pianta cespugliosa della stessa famiglia delle Conifere, che cresce spontaneamente in Italia, Europa spezie_corsi_cucinaed America, soprattutto nelle zone montuose. Del ginepro si utilizzano le bacche sin dall’epoca romana per profumare le carni di selvaggina durante la cottura, oggi è utilizzato anche negli arrosti, nei ripieni e nelle zuppe, ed è molto conosciuto perché utilizzato per insaporire liquori come il gin.

Zafferano: Potrebbe sembrare una spezia prettamente esotica, ma è coltivata anche in Italia, soprattutto in Abruzzo, ma anche in Toscana, Umbria  e Sardegna. Fu introdotto in Italia dagli Arabi, ed è tutt’ora utilizzato in molte ricette tradizionali della cucina italiana, come il famoso risotto alla milanese o i pardulas sardi (dolci a base di ricotta e zafferano), ed in Sicilia è usato nella ricetta della pasta con le sarde.

Cucinare con le spezie

La cucina italiana è talmente varia che potremmo descrivere tantissime altre spezie che vi sono utilizzate, come la spezie_corsi_cucina_torinovaniglia, l’origano, il rosmarino, l’anice, il finocchietto selvatico, la cannella ed oggi anche spezie utilizzate nel continente asiatico ed in quello africano quali il cumino, il cardamomo ed il curry (composto da un mix di pepe nero, curcuma, coriandolo, cumino, cannella, zenzero, fieno greco, chiodi di garofano, noce moscata, e peperoncino). Le spezie indiane sono molto apprezzate per il profumo intenso ed il gusto lievemente piccante che conferiscono ai piatti, e per il loro potere antiossidante e benefico, infatti contengono sali minerali, vitamine B3, E, K, J, Betacarotene e folati; questi ultimi facilitano l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo.

Le spezie in generale hanno quindi il potere e le virtù di esaltare ed arricchire i gusti del cibi, di conservarli ed in molti casi di facilitarne la digestione e di assimilarne le proprietà nutritive.

La scuola di cucina del Gambero Rosso La città del Gusto di Torino organizza un corso di cucina con le spezie incentrato sulla realizzazione di alcune ricette alla presenza di una vera e propria esperta di spezie.

 

Share on Google+Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Iscriviti alla nostra newsletter!