Corsi di cucina fusion: per imparare ad abbinare tradizioni culinarie differenti

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La caratteristica della cosiddetta cucina fusion è l’accurata selezione e combinazione di ingredienti che provengono da tradizioni e stili culinari diversi e lontani tra loro.

In occidente, la convivenza di etnie differenti in moltissime città ha dato il via ad un processo interculturale che ha coinvolto anche l’ambito culinario, in cui è cresciuta esponenzialmente l’attenzione per le tradizioni culinarie di paesi lontani ed esotici, soprattutto per le tradizioni asiatica, africana e sud americana.

Un incontro armonico tra i sapori della cucina tradizionale europea e gli aromi provenienti da tutto il mondo è l’elemento che sta alla base della fantasiosa sperimentazione di questa tendenza culinaria e frequentando un corso di cucina fusion è possibile apprendere alcuni spunti di base in merito.

Untitled-1E’ necessario imparare a valutare la qualità di quello che ci viene indicato come un menu a base di piatti “fusion”. Un ristorante di cucina fusion non dovrebbe proporre semplicemente accostamenti di pietanze provenienti da diversi paesi, ma offrire un menu che presenti ricette che siano il risultato dell’incontro e della fusione di ingredienti o preparazioni tipici di culture differenti. Quindi, se un ristorante si presenta come “ristorante di cucina fusion” proponendovi un menu a base di barbeque koreano e di sushi, si tratta semplicemente di un accostamento di piatti caratteristici di paesi diversi, ma non di ricette effettivamente fusion, come quella, ad esempio, della tartare di tonno rosso con avocado e bottarga di muggine, che unisce un accostamento tipico della cucina giapponese (il tonno crudo con l’avocado) e la bottarga di muggine, tipicamente italiana.

Come detto, la cucina fusion unisce ingredienti, ovvero prodotti agricoli, spezie, carni, pesci e crostacei, provenienti da diverse aree del mondo, utilizzando ricette tradizionali con speciali varianti, per lo più con un tocco esotico. Ne è ulteriore esempio il petto d’anatra all’arancia con salsa di soia e lime, in cui si legano una ricetta tipica francese ed ingredienti esotici quali la salsa di soia utilizzata largamente nella cucina asiatica ed il lime, o limetta, agrume coltivato nel Sudest asiatico, in Messico, nell’America Latina e nei Caraibi.

La cucina fusion ha dato molti spunti e idee creative agli chef, che si adoperano sempre più nella creazione di piatti innovativi, a partire dal sushi all’italiana, che unisce le forme tipiche dei piatti della cucina giapponese alla base di ingredienti della cucina italiana, come  il sushi-maki di carne, ovvero rotolini di carne cruda dalla forma di roll sushi-maki, ripieni di rucola e scaglie di grana; ma le ricette che si possono davvero definire fusion sono quelle che uniscono ingredienti che altrimenti non si sarebbero mai incontrati, ed ecco che nasce il sushi con filetto di manzo: una ricetta con gli ingredienti base del sushi come il roll di riso cucinato secondo la ricetta giapponese, avvolto da alghe Yakinori ed accompagnato dal wasabi, ma che prevede il filetto di manzo crudo tagliato sottile al posto del pesce crudo, ed una farcitura a base di verdure di stagione come peperoni e fagiolini, tipici dei nostri orti.

Un altro goloso esperimento, ben riuscito, è la ricetta a base di noodles asiatici, ovvero sottili spaghetti a base di acqua e farina o soia, con gamberetti, semi di sesamo e con la variante del carciofo, verdura prettamente mediterranea.

Alcune di queste ricette potrete impararle frequentando i corsi di cucina fusion proposti dalla scuola del Gambero Rosso la Città del Gusto di Torino, dove realizzerete gli accostamenti oggetto delle lezioni mettendo alla prova la vostra abilità, sempre sotto la supervisione dello chef/docente.

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